Parrocchetto monaco: caratteristiche, allevamento, consigli e curiosità

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Un simpatico pappagallo che predilige habitat diversi come boschi, pianure, alture e che popola le località costiere del nostro paese, è estremamente longevo, robusto e dinamico.

Tra i più popolari della sua specie, originario del sud America, viene considerata una specie autoctona che negli anni ha colonizzato ampie zone dell’Italia. Molti esemplari sono fuggiti alla cattività migrando verso destinazioni più lontane del Brasile, Argentina e Bolivia, raggiungendo anche il nostro paese.

Predilige come habitat zone boschive, pianure e zone ad altitudine elevata. Costruisce i suoi nidi negli alberi dei parchi e nei viali alberati di eucalipto tutto l’anno, dove anche si riproduce. Considerato un uccello molto socievole, specie con i suoi simili, ama cibarsi di grano e vivere in gruppo.

Caratteristiche

Il suo nome scientifico è “Myiopsitta monachus”, conosciuto anche come “quacchero”, un volatile molto longevo che può raggiungere anche i 45 anni di età. In media può raggiungere i 29 cm di lunghezza con un’apertura alare di 48 cm. Pesa circa 120 gr e le femmine tendono a essere più piccole dei maschi.

Possiede un corpo di colore verde, la fronte e il petto di colore grigio chiaro con delle sfumature un po’ più scure, l’addome giallo che termina con un piumaggio di colore verde chiaro. Le piume delle ali sono di colore blu scuro e la coda è lunga e assottigliata.

Purtroppo, però, negli anni sono stati prodotti diversi incroci di razze domestiche che non rispettano i colori e le caratteristiche originali della specie. Il piumaggio verde con i vari incroci è diventato blu, bianco o giallo. Essendo molto fragili, con questi incroci se n’è alterata la genetica che ha reso il pappagallo meno longevo.

Si tratta di un animale molto socievole e perfetto esemplare da compagnia. Molto giocherellone, curioso, intelligente, impara a conoscere facilmente chi gli sta intorno e risponde emettendo suoni e fischi a chi gli parla.

In casa, può anche ripetere le frasi che ascolta e si affeziona facilmente all’ambiente in cui vive. Lasciato libero in una stanza, è in grado di perlustrarla ritornando da solo nella sua gabbia.

Allevamento

In natura esistono diverse razze che si adattano al paese di origine, ad esempio in Argentina è presente un allevamento di una razza più grande del classico parrocchetto, in Bolivia una razza col corpo più piccolo e i colori più forti e in Brasile, Paraguay una razza con il piumaggio giallo tenue e il verde più brillante.

Sia in cattività che in allevamento viene considerato un uccello solitario, da allevare in coppia. La riproduzione in natura avviene in colonie dove costruiscono enormi nidi che accolgono dalle 5 alle 12 uova bianche, che si schiudono dopo 24 giorni.

Se allevati in gabbia, occorre tenerla pulita e disinfettata almeno una volta alla settimana. La gabbia deve essere ampia, se la coppia è selvatica altrimenti di dimensioni ridotte se il volatile è abituato a stare fuori e rientrare solo per dormire. Al suo interno è bene mettere giochi in legno, altalene, scalette, pochi posatoi distanziati tra loro.

Consigli e curiosità

In natura si ciba di grano, fiori, semi, frutta, insetti e germogli ma in cattività è consigliabile dare da mangiare solo miscele adatte per questa razza con l’aggiunta di sali minerali nel periodo della riproduzione.

Essendo uccelli molto intelligenti, in grado di sviluppare un buon dizionario e memorizzare parole, è bene abituarlo fin da subito così da imparare in fretta a parlare. Oggi a seguito delle mutazioni genetiche può vivere dai 25 ai 30 anni di età, ma in cattività si riduce notevolmente la sua aspettativa di vita.