Ftse mib: la flessione del gruppo Tenaris

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Il trading online concentra molto del suo potenziale su un’attività multifunzionale basata sui sentiment del mercato mondiale. Questa regola non scritta va sempre tenuta in considerazione, altrimenti si corre il rischio di andare incontro a delle sonore batoste economiche capaci di dilapidare l’intero portafoglio di investimenti stimato per questo genere di transazioni. Inoltre, non bisogna mai lasciarsi attrarre dai cosiddetti “rendimenti certi” dei grandi gruppi globali, visto e considerato che la collocazione in un contesto economico-finanziario altamente volatile tiene sempre viva qualunque possibilità di ribasso. Insomma, restare vigili e tenersi informati consente di evitare eventuali dissesti finanziari.

Uno dei casi più recenti sul ftse mib, in tal senso, riguarda Tenaris, il maggior produttore e fornitore a livello globale di tubi e servizi per l’esplorazione e la produzione di petrolio e gas; in poche parole, una realtà industriale con un discreto numero di titoli e pacchetti azionari dall’indiscutibile potere di resa. Qualche giorno fa, però, c’è stata una flessione percentuale che ha collocato il valore globale del gruppo su un minimo intraday di 8,6 euro; inoltre, a causa di alcuni elementi congiunturali che hanno dato vita ad una serie di criticità aziendali ed economiche, la parabola discendente sembra piuttosto irreversibile.

Tenaris, infatti, è uno dei titoli principali del paniere del Ftse mib e, proprio per questo, è spesso nell’occhio del ciclone per via dei suoi risultati altalenanti. Ad esempio, è stato penalizzato dai risultati registrati alla fine del 2015, con un dato negativo nelle vendite che ha condotto ad una perdita complessiva di circa 80,16 milioni di dollari; per non parlare, poi, dei ricavi, attestatisi sui 7,1 miliardi di dollari e con una contrazione economica del 31%. La flessione ha alimentato un certo scetticismo dalla parti di Wall Street, che non ha perso tempo nell’affibbiarle una serie di segnali e classificazioni operative poco appetibili. Un quadro abbastanza cupo, quindi, per un leader della produzione manifatturiera impegnato, da diversi anni, nella risoluzione di un gran numero di situazioni commerciali ormai allo sbando.

Ad ogni modo, l’outlook del 2016 sembra suggerire un cauto ottimismo, complice la maggiore competitività tra i players del settore e il calo dei progetti per infrastrutture in Sud America. I ricavi finanziari, favoriti dai bassi prezzi di vendita, dovrebbero ripianare una situazione catastrofica e ridonare l’antica appetibilità di un tempo.

Fonte: www.ftsemib.com