Produzione di acqua potabile: cosa sono e come funzionano gli impianti mobili

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Chiunque viva in una grande città dà per scontato che l’acqua potabile sia un bene alla portata di tutti. Purtroppo però non sempre è così. Esistono, infatti, diverse zone caratterizzate da una presenza limitata di acqua potabile: vuoi per una disponibilità limitata di materia prima in senso assoluto (si pensi ad aree più o meno desertiche), vuoi per un’eventuale presenza di elementi contaminanti (si pensi ad aree colpite da calamità naturali).

Ecco perché talvolta si rivela semplicemente fondamentale avere a disposizione delle tecnologie che consentano di intervenire sull’acqua disponibile, “ripulendola” e rendendola di conseguenza potabile.

Detto ciò, la necessità di produrre acqua pulita e bevibile spesso si lega a quella di poterla portare in zone distanti l’una dall’altra: ragion per cui un sistema di acqua potabile compatto risulta essere la soluzione più efficace e, di conseguenza, più richiesta da tutti coloro che incontrano questo particolare tipo di esigenze. Sistemi come quelli progettati e costruiti da EMWG, una realtà specializzata proprio nel campo ambientale, da sempre impegnata nel realizzare le tecnologie più performanti ed avanzate a disposizione.

Come funziona un impianto mobile

Uno dei sistemi di trattamento compatto per la realizzazione di acqua potabile più richiesti di EMWG è il cosiddetto Blue Twins, ideato appositamente per potere intervenire in maniera rapida ed efficace all’interno delle più disparate situazioni di emergenza. Blue Twins lavora senza avere bisogno di elettricità, servendosi esclusivamente di una pompa di aspirazione, che può venire alimentata sia a diesel che a energia solare. Un sistema pensato per trattare l’acqua dolce, rendendola potabile e, di conseguenza, libera da ogni possibile contaminazione tanto fisica quanto batteriologica.

L’acqua di alimentazione attraversa, infatti, prima i passaggi di sedimentazione e pre-clorazione; in seguito, ogni eventuale composto organico e/o particella solida viene trattenuto tramite un doppio processo di filtrazione, con sabbia e carbone attivo.

Infine, prima di uscire, l’acqua viene ulteriormente disinfettata, in modo da risultare immediatamente pronta al consumo o all’imbottigliamento. Blue Twins, dunque, riduce al minimo l’uso di prodotti chimici, proprio per risultare performante anche nelle condizioni più estreme.

Depurazione di acqua stagnante e/o contaminata

A differenza di quanto visto in precedenza, l’unità Blue Lamela permette di operare anche su acqua caratterizzata da alti livelli di impurità. Questo vuol dire acqua dolce proveniente da laghi, da fiumi, ma anche da serbatoi, da pozzi o, più semplicemente, acqua piovana raccolta nelle condizioni più diverse. Il sistema funziona con un generatore diesel o benzina, può produrre tra i 3 ed i 4 metri cubi d’acqua potabile in un’ora ed è l’ideale per le regioni caratterizzate da piogge intense e, di conseguenza, da grandi quantità di acqua torbida che rischierebbe di non venire utilizzata. Un altro sistema perfetto per la pulizia di acqua salmastra con TDS massimo di 6.000 ppm è il Blue B Island: un impianto montato su carrello che risulta particolarmente performante nelle situazioni di emergenza (dai campi profughi alle aree colpite da catastrofi naturali), dove può lavorare come sorgente di approvvigionamento.

Depurazione di acqua salata

Esistono anche sistemi di depurazione capaci di rendere potabile addirittura l’acqua salata, come ad esempio Blue Sea System, in grado (come suggerito dal nome) di trattare addirittura l’acqua del mare. Questa unità mobile viene montata su dei rimorchi e sfrutta sia la filtrazione che la cosiddetta tecnologia ad osmosi inversa: l’acqua trattata dunque prima viene pulita grazie al cloro prodotto in loco e poi demineralizzata, in modo da risultare sicura e gradevole al tempo stesso.