Denuncia per mobbing: quando si può fare?

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A partire dalla fine degli anni ottanta, con l’arrivo delle nuove regole sulla sicurezza sul lavoro, si è dato spazio a un nuovo comportamento aggressivo che si è presentato sul luogo lavorativo, esso si chiama Mobbing.

Questo termine è una forma di bullismo ma anziché essere tra i banchi di scuola, si presenta sul lavoro e anche in casa.

È una forma di molestia e violenza abbastanza grave e pesante, mirata a sabotare una persona ritenuta debole dai colleghi o tra i membri della famiglia.

Come riconoscerlo?

Le azioni possono essere sia fisiche che psicologiche, a volte possono anche perdurare nel tempo se la persona non ha abbastanza coraggio da fermare questi soprusi nei suoi confronti quando ne ha la possibilità.

Gli atteggiamenti possono essere angherie e aggressioni, anche verbali, mirate solo alla dignità dell’individuo/vittima che a lungo andare potrebbe manifestare sul lavoro vari e tanti sintomi di malessere e nervosismo, fino ad arrivare a disturbi psicosomatici come attacchi d’ansia o di panico,mal di testa e, nei casi più gravi, al suicidio.

Di solito il modding avviene in gruppo perché così è più facile isolare una persona quando non ha sostegno e aiuto da parte di altri colleghi, ma dato che ora è riconosciuto come “violenza sul lavoro”, è possibile denunciare il gruppo o la persona che causa maggior disagio.

Altre forme di mobbing

Purtroppo esistono varie forme di questo mobbing, persino nell’esercito (ma in questo caso il nome cambia in “Nonnismo“) e in casa, soprattutto se i coniugi sono separati e si combatte una battaglia per l’affidamento della prole usando i propri figli come scudi umani o armi psicologiche perché le parole segnano, soprattutto ai bambini piccoli.

In questo caso questo comportamento punta a rompere qualsiasi legame genitoriale con i propri figli.

Ma ancora più grave può accadere nelle famiglie in cui il bambino è in affido, così è più facile plasmare la sua psiche e preferire la nuova situazione familiare a quella originale, tra fratelli poi è presente il sentimento dell’invidia.

Etimologia della parola

Questo termine è nato da Konrad Lorenz, famoso zoologo ed etologo austriaco, famoso per aver scoperto l’imprinting nelle oche selvatiche e per aver vinto nel 1973 un Premio Nobel per la medicina e la fisionomia.

Dopo aver osservato nel mondo animale, soprattutto in ornitologia, un particolare comportamento aggressivo tra gli individui della stessa specie per escludere un membro del gruppo, questo soprattutto nei casi di maggiore minaccia come un attacco da parte di un rapace su un gruppo di uccelli considerati le sue prede.

In questo caso lo stormo è riuscito a unirsi e ad allontanare il loro predatore.